Design for Disassembling

15. 10. 12
posted by: Redazione
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Le problematiche ambientali hanno messo in luce i limiti dei modelli assunti dalla cultura d’impresa a immagine dell’ambiente circostante, essenzialmente caratterizzati dall'inesauribile potenzialità delle risorse. A tal proposito, nel rapporto Brundtland si afferma: “Nella pianificazione e nei processi decisionali di governi e industrie devono essere inserite considerazioni relative a risorse e ambiente, in modo da permettere una continua riduzione della parte che energie e risorse hanno nella crescita, incrementando l’efficienza nell'uso delle seconde, incoraggiandone la riduzione e il riciclaggio dei rifiuti”.

Spinti dall'obiettivo di evitare la saturazione e la proliferazione delle discariche, vengono promossi ed incentivati progetti per il riciclo al 100% dei prodotti dismessi.

Le linee guida di questa tipologia di progetto, si possono sintetizzare nel concetto di riutilizzo a cascata dei materiali riciclati, garantendone il completo reimpiego, a parità di costi, con il materiale vergine da sostituire, metodo questo già molto adoperato in ambito automobilistico.


I seguenti punti possono fornire una rappresentazione completa dei criteri progettuali:

  • eliminazione delle combinazione di materiali incompatibili in funzione del riciclo;
  • riduzione del numero di materiali diversi;
  • eliminazione di elementi di difficile riciclo;
  • marchiatura dei componenti;
  • prescrizione a disegno di materiali di provata riciclabilità;
  • ricorso a congegni d’assemblaggio a scatto;
  • estensione all'uso di materiali rigenerati.

Oggi non è assolutamente concepibile una pianificazione globale di progetto che non tenga conto di tali considerazioni e che non comprenda, nei suoi obiettivi, la protezione dell’ambiente.

Dovrà, quindi, nascere ed affermasi una nuova cultura del progetto, tesa all'impiego di metodologie finalizzate alla facile disaggregazione delle parti (easy disassembling), attraverso il rispetto di linee guida che conduca ad una progettazione consapevole, semplificazione delle parti per assicurare un facile smontaggio, uso di un numero limitato di materiali o almeno di materiali facilmente distinguibili, connessione delle parti senza ricorrere a bullonature e chiodature, connessioni che non necessitano di imballaggi, ed un numero ridotto di varianti dello stesso prodotto per una più facile riconoscibilità.

Esistono vari metodi per analizzare l’impatto di un prodotto sull'ambiente durante tutte le fasi della sua vita, uno di questi è il Life Cycle Analysis (LCA), una valida strada da intraprendere per valutare l’impatto che il rilascio e l’uso di energia e materia hanno sull'ambiente, e per la successiva valutazione ed implementazione dei processi per il miglioramento delle condizioni ambientali.
Operativamente la valutazione include lo studio del prodotto, processo o attività dalla culla alla tomba, comprendendo: estrazione materie prime, produzione, trasporto, distribuzione, uso, riutilizzo, manutenzione, riciclo e dismissione.
A dispetto di quanto si potrebbe credere, gli studi iniziali sull'analisi del riciclo di vita dei prodotti industriali risalgono ai primi anni del 1960, quando, nonostante il boom economico, erano ancora considerate le problematiche ambientali. LCA  diventa una pratica d’uso per l’analisi dell’impatto ambientale solo quando si raggiunge la consapevolezza dell’importanza di seguire lo sviluppo del prodotto in ogni suo aspetto.